Le Mans non è solo una gara, è un circuito sacro. Mentre un normale GP di Formula 1 dura circa 90 minuti, qui si corre per 24 ore filate. Si guida nel pomeriggio rovente, nel tramonto che acceca, nell’oscurità totale delle foreste della Sarthe a 340 km/h e nell’alba nebbiosa che mette a dura prova i riflessi dei piloti stremati.
Il punto più leggendario? Il rettilineo delle Hunaudières: sei chilometri di asfalto dritto dove le auto, negli anni ’80, raggiungevano i 400 km/h. Era così pericoloso che i piloti dicevano di avere il tempo di pensare alla propria famiglia, pregare e pentirsi dei propri peccati prima di arrivare alla frenata successiva.
1955: Il terribile incidente a Le Mans
Le Mans detiene purtroppo il record per il più grave incidente nella storia dello sport. Nel 1955, la Mercedes di Pierre Levegh, a seguito di un contatto, decollò letteralmente verso le tribune affollate. L’auto si disintegrò e i pezzi infuocati volarono sulla folla come proiettili.
Morirono il pilota e 83 spettatori. Fu un trauma tale che la Mercedes si ritirò dalle corse per trent’anni e la Svizzera vietò le gare automobilistiche sul suo territorio (un divieto durato fino a tempi recentissimi). Ma Le Mans, con la sua etica stoica e un po’ crudele, non si fermò: la gara continuò per evitare che la folla in uscita bloccasse le ambulanze.
Ford vs Ferrari: La guerra personale di Henry Ford II
Negli anni ’60, Le Mans divenne il campo di battaglia di una vendetta industriale. Enzo Ferrari rifiutò all’ultimo momento di vendere la sua azienda a Henry Ford II. Furioso, l’americano ordinò ai suoi ingegneri: “Costruite una macchina che distrugga la Ferrari a Le Mans”.
Nacque così la leggendaria Ford GT40. Dopo anni di fallimenti e umiliazioni, nel 1966 la Ford riuscì a spezzare il dominio di Maranello con una storica tripletta (tre auto Ford ai primi tre posti). È stata la sfida più costosa e spettacolare della storia dei motori, immortalata anche dal cinema con il film “Le Mans ’66” con Christian Bale e Matt Damon.
Statistiche sulla 24 Ore di Le Mans
Ecco alcuni interessanti dati e statistiche sulla 24 Ore di Le Mans:
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Prima Edizione | 1923 |
| Record di Vittorie (Pilota) | Tom Kristensen (9 successi) |
| Record di Vittorie (Costruttore) | Porsche (19 successi) |
| Velocità Massima Storica | 407 km/h (Roger Dorchy, 1988) |
| La Tradizione | La partenza "Le Mans" (corsa verso l'auto) |
Correre verso l’auto: La partenza leggendaria
Fino al 1969, la partenza di Le Mans era unica: i piloti stavano su un lato della pista, correvano verso le auto parcheggiate dall’altro lato, saltavano dentro, accendevano il motore e partivano. Il problema? Molti, per fare in fretta, partivano senza allacciare le cinture.
Il mito Jacky Ickx, per protesta contro questa pericolosa follia, nel ’69 attraversò la pista camminando lentamente, salì in auto, si allacciò con cura e partì ultimo. Ironia della sorte (o destino dei campioni), vinse quella gara per pochi metri. Dall’anno dopo, per sicurezza, si partì seduti e allacciati.
“A Le Mans non conta quanto vai veloce in un giro. Conta quanto vai veloce quando il mondo intorno a te sta crollando dal sonno.” (Jacky Ickx)


