A met degli anni ’90 Nelson Mandela fece qualcosa di davvero epocale: trasformò il simbolo dell’odio nel vessillo dell’unità. Nel 1995, il Sudafrica era una nazione libera dall’Apartheid, ma profondamente lacerata. I neri vedevano nel rugby e nella maglia verde degli Springboks il marchio della supremazia bianca, mentre i bianchi temevano la vendetta della maggioranza nera.
Mandela, uscito dal carcere dopo 27 anni per diventare Presidente, capì che per evitare una guerra civile serviva un linguaggio comune. Scelse il rugby, lo sport dei suoi carcerieri.
“Un solo Team, una sola Nazione”
Contro il parere dei suoi stessi consiglieri, Mandela decise di sostenere la nazionale di rugby durante i Mondiali del 1995 ospitati proprio in Sudafrica. Incontrò il capitano Francois Pienaar, un bianco afrikaner, e gli chiese un impegno che andava oltre il campo: convincere i neri a tifare per la squadra che li aveva umiliati per decenni.
Il motto divenne “One Team, One Country”. Gli Springboks iniziarono a cantare il nuovo inno nazionale, “Nkosi Sikelel’ iAfrika”, e a visitare le township, insegnando il rugby ai bambini neri che fino a quel giorno avevano sognato solo di vedere quella squadra sparire.
La Grande Finale: Sudafrica vs All Blacks
Il Sudafrica arrivò in finale contro i leggendari All Blacks della Nuova Zelanda, guidati dal gigante Jonah Lomu. Prima del calcio d’inizio, accadde l’impensabile: Nelson Mandela entrò in campo indossando la maglia numero 6 di Pienaar.
In quel momento, i 60.000 spettatori dello stadio Ellis Park di Johannesburg, in gran parte bianchi, iniziarono a scandire il nome dell’uomo che avevano odiato per decenni: “Nelson! Nelson! Nelson!”. Era l’inizio di una nuova era. La partita fu una battaglia epica, decisa da un drop di Joel Stransky nei tempi supplementari.
Il Tabellino della Vittoria del Sudafrica nel Rugby
Ecco nel dettaglio il tabellino di quella indimenticabile giornata, per un successo che lanciò il Sudafrica nell’Olimpo del Rugby, e cambiò la storia di una intera nazione.
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Data | 24 Giugno 1995 |
| Protagonisti | Nelson Mandela e Francois Pienaar |
| Avversario | Nuova Zelanda (All Blacks) |
| Risultato Finale | Sudafrica 15 - 12 Nuova Zelanda |
| Significato Storico | Nascita della "Nazione Arcobaleno" |
“Non eravamo solo in quindici”
Quando Mandela consegnò la coppa a Pienaar, gli disse: “Grazie per quello che avete fatto per il Sudafrica”. Il capitano rispose con una frase che è rimasta nella storia: “No, Signor Presidente, grazie a lei. E non eravamo solo in quindici in campo oggi, eravamo 43 milioni”.
Quella sera, per la prima volta, bianchi e neri ballarono insieme nelle strade. Il rugby non aveva solo vinto un torneo, aveva dimostrato che il perdono è più potente del rancore.
Questa storia è stata raccontata anche nel bellissimo film “Invictus” del 2009, con protagonisti Matt Damon e Morgan Freeman.
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose sanno fare.” (Nelson Mandela)