All’inizio degli anni ’90, la Formula 1 era ancora una terra di avventurieri, un circo dove il denaro scorreva a fiumi ma dove c’era ancora spazio per i sognatori e, talvolta, per i folli. Nel 1992, Andrea Sassetti, un eccentrico magnate marchigiano delle scarpe da donna, decise che il modo migliore per promuovere il suo marchio di calzature di lusso fosse fondare una scuderia di F1. Acquistò i resti della scuderia Coloni e nacque così la Andrea Moda Formula. In questo scenario surreale si inserisce Perry McCarthy, un pilota britannico di talento ma costantemente al verde, che aveva passato gli anni precedenti a fare i lavori più disparati pur di pagarsi i la possibilità di andare in pista. Quando ricevette la chiamata di Sassetti, McCarthy pensò che il suo momento fosse finalmente arrivato. Non poteva immaginare che stava per firmare un contratto con quella che sarebbe passata alla storia come la peggiore e più disorganizzata scuderia che il motorsport abbia mai visto.
Sabotaggi in scuderia e un sedile troppo stretto
Il calvario di Perry McCarthy iniziò prima ancora di accendere il motore. La FIA impose alla squadra di costruire un telaio completamente nuovo, costringendoli a saltare le prime gare. Quando la vettura, la Andrea Moda S921, fu finalmente pronta, iniziarono i veri problemi. Sassetti aveva concentrato tutte le pochissime risorse economiche e tecniche sul primo pilota, il brasiliano Roberto Moreno. Così, McCarthy venne declassato a una sorta di “fantasma”. La scuderia doveva schierarlo per obbligo regolamentare, ma non aveva né i soldi né la volontà di farlo correre davvero. A Silverstone, davanti al suo pubblico, la squadra lo mandò in pista per le qualifiche con un set di gomme da pioggia su asfalto completamente asciutto. In un’altra occasione, in Belgio, McCarthy fu spedito in pista con il braccetto dello sterzo visibilmente flesso e danneggiato, recuperato dal box di Moreno. Il pilota inglese si rese conto che il suo stesso team stava cercando di non farlo qualificare, arrivando a sabotarlo pur di risparmiare sui pezzi di ricambio e sul carburante.
La farsa di Spa e il collasso della Andrea Moda Formula
Il punto di rottura e il picco di assurdità di questa storia si raggiunsero sul leggendario e pericolosissimo circuito di Spa-Francorchamps. Durante le sessioni di qualifica, la Andrea Moda non aveva abbastanza pezzi di ricambio per entrambe le vetture. A McCarthy fu letteralmente ordinato di entrare in pista, fare un solo giro a velocità ridotta per registrare la presenza e rientrare immediatamente ai box. Ma McCarthy, guidato dall’orgoglio ferito di chi ha sputato sangue per arrivare nel massimo campionato automobilistico, decise di spingere a tavoletta quella macchina palesemente insicura attraverso la terrificante curva dell’Eau Rouge, rischiando la vita solo per dimostrare il proprio valore. Fu l’ultimo atto di quella farsa. Pochi giorni dopo, nel paddock di Monza, la polizia italiana fece irruzione nei box arrestando il patron Andrea Sassetti per una questione di fatture false. La FIA, stanca delle figuracce planetarie e della pericolosità del team, radiò a vita la Andrea Moda dal campionato per “aver leso la reputazione dello sport”.
Dalle ceneri della F1 alla tuta bianca di Top Gear
Chiunque altro sarebbe uscito distrutto da un’umiliazione pubblica di tali proporzioni, con zero punti in classifica e una carriera apparentemente finita prima ancora di cominciare. Ma la storia di Perry McCarthy ha un colpo di coda memorabile. La sua incredibile resilienza, unita a un’ironia tipicamente britannica, lo rese un personaggio amatissimo nell’ambiente dei motori. Anni dopo, la BBC decise di lanciare il reboot di un programma automobilistico destinato a fare la storia della televisione: Top Gear. I produttori cercavano un pilota misterioso, veloce, che non dovesse mai parlare e che accettasse di vivere nell’ombra dietro una visiera oscurata. McCarthy fu scelto per essere il primissimo, storico The Stig (nella sua versione con la tuta nera). Per due stagioni, l’uomo che la Formula 1 aveva rifiutato e sabotato divenne l’idolo anonimo di milioni di telespettatori, dimostrando che a volte il destino toglie in pista, ma restituisce sul piccolo schermo.
La Andrea Moda Forumula e il disastro del 1992
In questa tabella riassuntiva che segue, alcune statistiche sulla brevissima, e nefasta, storia della Andra Moda Formula nel circus della F1.
| Categoria | Dato / Dettaglio |
|---|---|
| Pilota Protagonista | Perry McCarthy (Regno Unito) |
| Scuderia e Anno | Andrea Moda Formula (Stagione F1 1992) |
| Proprietario del Team | Andrea Sassetti (Imprenditore calzaturiero marchigiano) |
| Episodi di Sabotaggio | Gomme da bagnato su pista asciutta, sterzo difettoso riciclato |
| Esito del Team | Squalifica a vita dal campionato di F1 per danno d'immagine allo sport |
| Rivalutazione Futura | McCarthy è stato il primo storico pilota misterioso "The Stig" a Top Gear |