Nel motorsport moderno siamo abituati a vedere i commissari di gara infliggere penalità rigorosissime. Per eccesso di velocità nella corsia dei box, spostamenti in griglia per aver ostacolato un collega o penalità in tempo per manovre troppo aggressive in pista. La sicurezza è un dogma e la tecnologia controlla ogni millimetro del tracciato.
Ma c’è stato un tempo in cui la Formula 1 era una terra di frontiera e si è trovata a dover gestire il problema diametralmente opposto. Un pilota talmente lento da trasformarsi in un vero e proprio pericolo pubblico per i campioni che viaggiavano a tripla velocità.
Quando il pericolo corre a passo d’uomo
Quel pilota era Al Pease, un canadese d’adozione nato in Inghilterra. Pease era tutt’altro che un disastro sui circuiti cittadini e nelle competizioni nazionali canadesi, dove godeva di un discreto rispetto e di una buona bacheca di trofei. Tuttavia, il massimo campionato automobilistico richiede un livello che semplicemente lui non possedeva. Nel weekend del 20 settembre 1969, sul leggendario e selettivo circuito di Mosport Park, Pease scrisse una delle pagine più bizzarre, comiche e surreali della storia delle quattro ruote. Diventando l’unico pilota ad essere mai stato squalificato ufficialmente per eccessiva lentezza.
Una Eagle-Climax datata per un pilota occasionale
Per capire come si sia potuto consumare un simile paradosso regolamentare, bisogna calarsi nell’atmosfera della Formula 1 di fine anni ’60. All’epoca, il divario tra i team ufficiali e i privati era un baratro, e i piloti locali potevano legalmente iscriversi ai Gran Premi d’oltreoceano (come USA e Canada) affittando o acquistando vetture di seconda mano, spesso superate da anni di evoluzione tecnica. Pease si presentò al Gran Premio di casa al volante di una vecchia Eagle T1G, spinta da un motore Climax. La vettura, tesserata sotto le insegne del team Castrol Oils Ltd, era un pezzo da museo rispetto alle fulminee Brabham e Lotus che stavano rivoluzionando l’aerodinamica con i primi grossi alettoni.
L’incubo dei problemi meccanici
I problemi, in realtà, iniziarono molto prima della domenica. Già durante le sessioni di qualifica, Pease fece registrare tempi imbarazzanti, accumulando un distacco che superava gli 11 secondi dalla pole position di Jacky Ickx. In griglia si accomodò mestamente in penultima posizione (davanti solo a un’altra vettura privata che non aveva nemmeno girato), staccato dal resto del gruppo.
La domenica la natura decise di rimescolare le carte: sul circuito canadese iniziò a cadere una pioggia battente. In teoria, l’asfalto bagnato avrebbe dovuto livellare i valori dei motori, premiando la sensibilità di guida. In pratica, per Pease fu il colpo di grazia. La batteria della sua Eagle collassò pochi minuti prima del via, costringendo i suoi meccanici a una riparazione d’emergenza. Quando finalmente riuscì a prendere la via della pista, la gara era già partita da un pezzo. Nel tentativo di preservare la meccanica e non scivolare sull’asfalto viscido, il pilota canadese iniziò a girare con un ritmo che definire prudente sarebbe un eufemismo generoso: andava letteralmente a passo d’uomo.
Il panico nel paddock e gli incidenti provocati da Pease
Mentre i grandi campioni della Formula 1 come Jackie Stewart, Jacky Ickx, Jochen Rindt e Jean-Pierre Beltoise lottavano per la vittoria sfidando l’aquaplaning a medie orarie spaventose, Al Pease si muoveva tra le curve di Mosport Park come un vero e proprio ostacolo mobile e imprevedibile. Non si trattava più di una performance sportiva deludente, ma di una roulette russa su quattro ruote.
I piloti di testa si trovavano improvvisamente davanti la sagoma della sua Eagle nei punti più veloci e ciechi della pista, dove la visibilità era già ridotta a zero a causa delle nuvole d’acqua sollevate dalle monoposto. Nel corso dei suoi pochissimi giri completati, Pease riuscì a seminare il panico:
- Costrinse lo svizzero Silvio Moser a un’escursione violenta fuori pista e sull’erba per evitare di tamponarlo in pieno rettilineo.
- Ignorò sistematicamente le bandiere blu che lo invitavano ad agevolare il sorpasso dei leader.
- Ingaggiò un duello insensato con la Matra di Jean-Pierre Beltoise, terminato con una collisione che danneggiò la vettura del francese, costringendolo al ritiro.
Le proteste e la storica squalifica
Al 22° giro, la situazione divenne insostenibile. Il leader della corsa aveva già doppiato Al Pease per ben sei volte. Significava che il canadese viaggiava a una media di circa un giro di ritardo ogni tre o quattro tornate degli altri.
Il leggendario e furente patron della Brabham, Ken Tyrrell, vedendo i suoi piloti rischiare la vita a ogni passaggio ravvicinato dietro la Eagle ravvivata a stento, decise che la farsa doveva finire. Si diresse nella cabina dei commissari di gara, protestando formalmente e pretendendo l’intervento immediato della direzione. I commissari, analizzati i fogli dei tempi e preso atto della totale inadeguatezza e pericolosità del pilota, non poterono fare altro che arrendersi all’evidenza.
La bandiera nera per “eccesso di lentezza”
Al passaggio successivo sul traguardo, ad Al Pease venne sventolata sotto il naso la bandiera nera, accompagnata dal suo numero di gara. Il motivo scritto a verbale rimarrà unico: “Squalificato per velocità insufficiente tale da costituire un grave pericolo per gli altri concorrenti”.
Pease, con ammirevole flemma, non protestò. Accostò la sua Eagle nei box, si sfilò il casco e consegnò per sempre il suo nome alla storia più ironica e bizzarra del motorsport mondiale.
Al Pease, l’unico pilota squalificato perchè troppo lento
Nella tabella riassuntiva che segue, alcune statistiche sulla squalifica di Al Pease nel GP del Canada.
| Categoria | Dato / Dettaglio |
|---|---|
| Pilota Protagonista | Al Pease (Canada / nato nel Regno Unito) |
| Gara, Data e Luogo | Gran Premio del Canada, 20 Settembre 1969 (Circuito di Mosport Park) |
| Monoposto e Squadra | Eagle T1G - Motore Climax L4 (Scuderia Castrol Oils Ltd) |
| Performance in Qualifica | Penultimo tempo, staccato di oltre 11 secondi dal poleman Jacky Ickx |
| Danni Causati in Gara | Fuori pista causato a Silvio Moser e collisione ravvicinata con Jean-Pierre Beltoise |
| Statistica del Ritardo | Doppiato per ben 6 volte dal leader in appena 22 giri di pista percorsi |
| Provvedimento Ufficiale | Bandiera Nera (Squalifica immediata per andatura pericolosamente lenta) |
| Unicità del Record | Primo e unico caso registrato negli annali ufficiali della FIA Formula 1 |