Il gol di Baggio alla Juventus

Un campione indiscutibile che ha entusiasmato i tifosi di tutta Italia e non solo con le sue giocate pazzesche. Tra le tante perle di Roberto Baggio, merita un posto speciale la stupenda rete in Juve-Brescia del 2001.

“Durante la mia carriera ho vinto il Mondiale, sono stato capocannoniere in Serie A e nella Bundesliga e ho vinto la Scarpa d’Oro. Ma il vero privilegio è stato poter giocare accanto a Roberto Baggio“. Parole e musica di un certo Luca Toni, uno degli attaccanti italiani più dominanti della sua epoca, che ha giocato per due stagioni con il Divin Codino nella prima parte della sua carriera, ai tempi del Brescia. Una piazza di provincia che ha visto passare dalle sue parti fior di campioni, fino appunto a toccare l’apice accogliendo Roberto Baggio, il più amato dagli italiani, protagonista di gol e giocate d’autore. Chi non ricorda il gol di Baggio alla Juventus? Ma andiamo con ordine.

 

Brescia, terra di campioni

Le “Rondinelle” sono state una sorta di miracolo, una specie di “isola felice” tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2000. Un club capace di assicurarsi, ad esempio, il talentuoso Gheorghe Hagi del Real Madrid nel 1992, il cui magico sinistro ha illuminato lo Stadio Rigamonti per due stagioni, prima di passare al Barcellona. Gli anni successivi hanno poi visto un portentoso mix di giovani talenti (Andrea Pirlo, Daniele Bonera, Luca Toni, Marek Hamsik) e di vecchie stelle del passato (Pep Guardiola, Florin Raducioiu, Luigi Di Biagio ecc…) vestire la maglia del club lombardo. E all’inizio della stagione 2000/2001 ecco il colpo grosso, la notizia da prima pagina in tutto il paese: arriva la firma di Roberto Baggio.

 

Roberto Baggio al Brescia

Baggio rimase svincolato dopo un 1999/2000 da incubo che vide il suo rapporto con l’allenatore dell’Inter Marcello Lippi completamente compromesso. L’atmosfera era ormai diventata pessima nel club, con giocatore e allenatore che non facevano mistero dei loro dissapori. Nonostante questo, Baggio era stato determinante nello spareggio finale per la Champions League contro il Parma, ma non ricevette ugualmente gratitudine da parte dell’ex tecnico della Juve, che lo scaricò. A 33 anni, dunque, Roberto si rese conto di non avere molte opzioni. C’erano offerte sul tavolo da squadre in Inghilterra e Giappone, dove Baggio godeva di immensa popolarità, ma non vennero mai prese in considerazione. Il desiderio di Baggio era quello di giocare una quarta Coppa del Mondo, nel 2002, e non voleva neanche sradicare la sua famiglia per al massimo un paio d’anni, giunto ormai al finale di carriera. Quindi, l’unica soluzione era trovare un club dove giocare regolarmente rimanendo in Serie A. Ci provarono Napoli e Reggina, ma a spuntarla fu il Brescia, anche se non soprattutto grazie alla perseveranza del suo allenatore…

 

Il rapporto speciale tra Mazzone e Baggio

Il mitico mister Carlo Mazzone, leggendo sul giornale di trattative ormai avanzate tra Roby e la Reggina, alzò immediatamente il telefono per chiedere a Baggio se gli sarebbe piaciuto passare al Brescia. Quindi, saltò in macchina raggiungendo l’ufficio del presidente Corioni esortandolo a formulare un’offerta al campione. Baggio firmò un contratto biennale, dove c’era una clausola che gli avrebbe permesso di lasciare il club in caso di esonero di Mazzone. Tra i due, insomma, il feeling fu immediato.
L’inizio dell’avventura al Brescia non fu però esaltante per Baggio, che causa infortuni realizzò il primo gol soltanto nella seconda metà della stagione, con un magico calcio di punizione contro la Fiorentina.
Arrivò quindi la partita contro la Juventus, impegnata nella rincorsa scudetto sulla Roma, nel giorno del pesce d’aprile. Una gara che avrebbe indirizzato non solo la stagione del Brescia ma anche l’esito del campionato. Segnando, inoltre, la rinascita di un immenso campione e l’avvio della storia da sogno di un giovane centrocampista italiano che, campione, lo sarebbe presto diventato…

E’ nata una stella: Andrea Pirlo

Il giovanissimo Andrea Pirlo era stato riportato nella natìa Brescia in prestito semestrale dall’Inter, dove non aveva espresso il suo talento. Fino a quel momento della sua carriera era sempre stato schierato come trequartista. Baggio era ovviamente il numero 10 per eccellenza, Mazzone quindi ebbe l’intuizione di spostare Pirlo a centrocampo, ritenendo che il suo ritmo più lento e la sua visione di gioco lo avrebbero reso un suntuoso regista. Così, il ragazzo si trovava ora a ricevere palla davanti alla propria difesa e ad orchestrare gli attacchi, non più a finalizzarli. Inizialmente, Pirlo fece molta fatica ad adattarsi al ruolo, ma proprio la partita contro i bianconeri avrebbe segnato l’inizio della sua leggenda, visto che realizzò uno degli assist più belli mai visti.

 

Il gol di Baggio in Juventus Brescia

A quattro minuti dalla fine, la Juve è in vantaggio per 1-0 e sta trovando 3 punti fondamentali nella corsa scudetto. Pirlo riceve palla nella propria metà campo e inizia a correre col suo tipico passo, che diventerà iconico. Giunto alla linea del centrocampo, disegna un lancio pazzesco che supera tutta la difesa della Juve. La telecamera segue il preciso volo della palla e nel frattempo Baggio sfreccia alle spalle dei difensori imbambolati. “Roby ha iniziato la sua corsa dietro la difesa della Juve e mi ha fatto un cenno su dove voleva che la palla andasse a finire. Io, quindi, ho eseguito”, saranno le parole a fine partita di Pirlo.
Quel magico pallone si ferma esattamente sul piede di Baggio, che lo accarezza con un tocco vellutato, addomesticandolo e cambiandone la direzione contemporaneamente. In un istante, Roberto è a tu per tu con lo sfortunato Edwin van der Sar, che viene dribblato e infilato con un chirurgico sinistro. Una meraviglia assoluta!

 

La magia del gol di Baggio alla Juventus

Al campione di Caldogno bastarono due tocchi. Solo due, favolosi, tocchi. Il gol di Baggio alla Juventus rappresenta un momento di genio che la maggior parte dei calciatori non avrebbe nemmeno potuto immaginare, figuriamoci realizzare nella pratica. Fu il 167esimo gol di Baggio in Serie A e, forse, anche il più bello.
In più, quella rete ha segnato come detto anche la trasformazione di Pirlo, facendone sbocciare il talento come regista. Per apprezzare tutta la bellezza del gol di Baggio alla Juve bisogna osservarlo dall’alto: il lancio millimetrico di Pirlo, la tempestiva corsa del “Divin Codino” e poi il pazzesco primo tocco di palla. Baggio era un pittore che per caso faceva anche il calciatore, ed il campo era la tela bianca sulla quale dipingeva i suoi capolavori.
Quella rete fu una sorta di vendetta per Baggio, mai completamente amato negli anni in cui aveva vestito la maglia della Juventus dopo “l’incidente” della sciarpa della Fiorentina messa al collo nell’aprile 1991. Roby veniva duramente fischiato ogni volta che tornava a Torino. La Juve aveva inseguito la Roma di Capello per tutta la stagione e questa partita, finita in pareggio, fu decisiva nella rincorsa sfumata al titolo.

 

Gli ultimi lampi di Baggio

Baggio avrebbe segnato altri sette gol fino al termine della stagione, inclusa una tripletta in trasferta a Lecce trovando anche una rete direttamente da calcio d’angolo. Il Brescia non perse alcuna partita e si qualificò alla Coppa UEFA da neopromossa, vincendo la Coppa Intertoto.
“Baggio è stato il miglior giocatore con cui abbia mai giocato”, ha detto Pep Guardiola nell’aprile 2010. Uno che aveva condiviso lo spogliatoio con Romário, Ronaldo, Rivaldo, Stoichkov e svariate altre stelle senza alcun dubbio tra i calciatori più forti di sempre. Questo dovrebbe bastare a spiegare chi è stato, nel mondo del calcio, Roberto Baggio. E che fortuna abbia avuto chi ha potuto vederlo giocare dal vivo.

 

Il Gol di Baggio in Juve Brescia – Video

Nel video che segue potete rivivere quell’incredibile gol di Baggio alla Juventus in Juventus-Brescia del 2001, gustandovi una rete meravigliosa ed una serie di gesti tecnici rimasti nella storia del calcio.

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