Pietro Vierchowod: Il Gigante della Difesa

Tra i difensori più forti e completi della sua epoca, Pietro Vierchowod ha avuto una lunga carriera ricca di trofei ottenuti con più club italiani. Ecco la sua storia.

Pietro Vierchowod è stato uno dei difensori più forti d’Italia, nella lista dei grandi della Serie A. Una carriera epica la sua, che lo vide protagonista negli storici Scudetti di Roma e Sampdoria.
Fomidabile in difesa, “Lo Zar” iniziò come centravanti nelle giovanili di Romanese e Como. Ma, dopo un infortunio a un compagno, si spostò nella retroguardia del Como e non tornò mai più a giocare come attaccante. Ecco perché uno dei difensori più temuti e rispettati nella storia del calcio italiano era dotato anche di un innato istinto in fase offensiva.
In una carriera che durò per 24 anni, dalla Serie D alla Serie A, Vierchowod segnò 58 gol in 873 presenze. Non male per un giocatore che duellava in difesa contro alcuni degli attaccanti e calciatori più forti di sempre.

Gli inizi di Pietro Vierchowod

Nato a Calcinate, vicino a Bergamo, il 6 aprile 1959, Vierchowod era figlio di padre ucraino che si stabilì in Italia dopo essere stato catturato come soldato durante la Seconda Guerra Mondiale. Vierchowod lavorò come manovale e idraulico durante l’adolescenza, ma non gli ci volle molto per fare del calcio la sua professione.
Atleta vero
, capace di correre i 100 metri in meno di 11 secondi, nel 1976 debuttò in Serie D con la Romanese.
Ma il cambiamento di ruolo che definì la sua carriera avvenne al Como. Trascorse cinque stagioni nel club lombardo, ottenendo promozioni consecutive dalla Serie C1 alla Serie A tra il 1978 e il 1980.

Vierchowod e le esperienze in prestito

Inizialmente schierato come terzino sinistro, il velocissimo calciatore impressionò anche come difensore centrale. Richiesto da diversi club, firmò per la Sampdoria nel 1980, ma ci vollero altri tre anni prima che giocasse per loro. Rimase infatti un anno al Como neopromosso in massima serie, segnando un gol memorabile al debutto in Serie A e aiutando i lariani ad ottenere la salvezza.
Mostrò sin da subito quelli che sarebbero diventati i suoi marchi di fabbrica, velocità, tenacia e concentrazione, rivelandosi un giocatore che non si tirava mai indietro. L’anno successivo Vierchowod sfiorò il suo primo Scudetto con la Fiorentina, perso all’ultima giornata della stagione 1981/1982.

Pietro Vierchowod Campione d’Italia con la Roma

Ma l’appuntamento col tricolore fu solo rimandado, poiché Vierchowod diventò campione d’Italia con la Roma l’anno dopo. I giallorossi conquistarono uno storico titolo sotto la guida del tecnico svedese Nils Liedholm, che si affidò alla velocità e alle capacità di recupero di Vierchowod al centro della sua difesa. Il difensore prese il ruolo di stopper molto seriamente, e utilizzò ogni mezzo necessario per mantenere la Roma al vertice, in una formazione formidabile che includeva campioni del calibro di Carlo Ancelotti, Bruno Conti e Paulo Roberto Falcão.

pietro vierchowod calciatore

Il definitivo ritorno alla Sampdoria

Quando tornò finalmente alla Sampdoria per la stagione 1983/1984 iniziò un periodo di risultati straordinari. Il successo emerse da un gruppo unito di giocatori che non si facevano intimidire dall’affrontare i migliori al mondo, in un’epoca in cui il calcio italiano era di gran lunga superiore agli altri campionati europei.
I “gemelli del gol” Gianluca Vialli e Roberto Mancini sfoderavano dinamismo, creatività e valanghe di gol in attacco, mentre Vierchowod era il pilastro difensivo, nel frattempo la Sampdoria vinceva la Coppa Italia nella stagione 1984/1985. Un secondo trionfo nella coppa nazionale seguì tre anni dopo, mentre il combattivo centrale si affermava come uno dei difensori più duri della Serie A.

Vierchowod, Minaccia Offensiva Costante

Occasionalmente tiratore di calci piazzati e abile nel gioco aereo nonostante non fosse estremamente alto, Vierchowod segnò in molti modi. Nel 1987/1988 e nel 1988/1989 realizzò 7 gol a stagione, i suoi migliori risultati in carriera. Assoluto capolavoro il gol contro il Torino nell’agosto 1988, quando Vierchowod prese palla a metà campo e da 25 metri la spedì all’incrocio dei pali.
Segnò anche nella finale che valse la terza Coppa Italia nel 1989 e mise a referto due gol preziosi nella cavalcata che portò al trionfo nella Coppa delle Coppe 1990 a Goteborg.

Vierchowod Campione d’Italia con la Samp

Nel 1991, l’allenatore Vujadin Boskov guidò la Sampdoria al premio più ambito, conquistando lo Scudetto in una delle più grandi sorprese dell’era moderna del calcio italiano. Vierchowod guidava la difesa mentre Vialli, Mancini e Lombardo a suon di gol regalavano un titolo indimenticabile. La Sampdoria tenne a bada i favoriti dell’Inter vincendo sia in casa che in trasferta. Vierchowod trascorse gran parte della partita del dicembre 1990 a Marassi annullando l’attaccante stellare dell’Inter, Jurgen Klinsmann, quindi con un’incursione offensiva dopo un tempestivo intercetto fornì un assist per Mancini, che sigillò una vittoria cruciale per 3-1. Un gol vincente a Roma e ulteriori reti in un trionfo per 3-2 contro il Bari e un pareggio all’ultima giornata con la Lazio dimostrarono anche la sua inclinazione a spingersi in avanti.
Il successo epocale dello Scudetto 1990/1991 fu seguito da una grande delusione, quando la Sampdoria arrivò fino alla finale della Coppa dei Campioni l’anno successivo, perdendo ai tempi supplementari.

Il Finale di una Grande Carriera

Prima della fine di un lungo periodo di 12 anni con i blucerchiati, Vierchowod vinse una quarta Coppa Italia nel 1994 prima di un inaspettato trasferimento nel 1995/1996 alla Juventus. Ormai 37enne, il veterano stopper non partiva come titolare per la Vecchia Signora, ma giocò in quasi tutte le partite e la Juve raggiunse la finale di Champions League del 1996. Un giovane Ajax spinse la Juve al limite, ma l’esperienza del veterano in difesa si rivelò vitale e i bianconeri vinsero ai rigori a Roma.
L’anno seguente il Milan, dopo un infortunio al leggendario difensore Franco Baresi, lo ingaggiò come riserva, mettendo fine al suo breve periodo a Torino. Anche alla soglia dei 40 anni, Vierchowod era in ottima forma e, piuttosto che ritirarsi dopo aver lasciato il Milan, trascorse altre tre stagioni al Piacenza, sempre in Serie A.

I “Numeri” di Pietro Vierchowod

Vierchowod appese gli scarpini al chiodo all’età di 41 anni al termine dell’annata 1999/2000, con una bacheca piena di trofei e con 562 presenze (ottavo nella classifica di tutti i tempi dei giocatori di Serie A) e 32 gol nella massima serie italiana. Pietro Vierchowod fece parte della squadra vincitrice della Coppa del Mondo del 1982, anche se un infortunio alla caviglia gli impedì di scendere in campo, e partecipò alle edizioni del torneo del 1986 e del 1990 con la maglia della Nazionale.
Non tutti oggi si ricordano di Vierchowod, eppure un certo Maradona lo chiamava “Hulk”, mentre bomber assoluti come Van Basten, Batistuta e Ronaldo ne lodavano la forza e la tenacia. Niene male per un ragazzo che iniziò come attaccante ma divenne poi uno dei più grandi difensori italiani di sempre.

Pietro Vierchowod – Skills & Goals – VIDEO

Nel video che segue, ecco alcune skills e tutti i 38 gol in Serie A del calciatore Pietro Vierchowod.

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