Carlo Ancelotti, alle origini della leggenda di Re Carlo

Mister Carlo Ancelotti è una vera leggenda del calcio, tra gli allenatori più vincenti e titolati al mondo. Ecco come ha iniziato la carriera.

Il 17 maggio 1992 a San Siro, il centrocampista italiano Carlo Ancelotti ha lasciato il campo per l’ultima volta da calciatore professionista. Il suo addio è stato degno di un giocatore che aveva vinto quasi tutti i trofei disponibili a livello di club: 20 minuti davanti ai tifosi del Milan realizzando anche una doppietta nel 4-0 al Verona. Tormentato dagli infortuni, Ancelotti si è ritirato a 33 anni nell’adorazione dei tifosi, dopo aver messo in bacheca ben 14 trofei. Parliamo di 3 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe Uefa, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Scudetti, 4 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana.
Numeri da capogiro per un campione che, immagine emblematica, rimase a lungo sul campo dopo il triplice fischio, quasi ad immaginare cosa gli avrebbe portato il futuro. Una nuova veste in cui sarebbe addirittura riuscito a fare ancora meglio.

Carlo Ancelotti allenatore della Reggiana

Avanti veloce al 27 agosto 1995, mentre i tifosi della Reggiana svuotavano lo Stadio Giglio chiedendosi cosa riservasse loro la stagione appena iniziata in Serie B. La consueta eccitazione della giornata di apertura della nuova annara era infatti subito sfociata nel pessimismo dopo il pareggio a reti inviolate contro il Palermo, smorzando l’ottimismo per un immediato ritorno in Serie A.
L’allenatore della Reggiana in quella partita era un certo Carlo Ancelotti. L’ex centrocampista di Roma e Milan non aveva alcuna esperienza da primo allenatore, solo una breve parentesi come vice della Nazionale italiana sotto la guida dell’ex allenatore Arrigo Sacchi. Eppure, era stato incaricato di riportare la Reggiana in Serie A dopo la retrocessione del precedente stagione.
L’estate del 1995 aveva visto cambiamenti radicali nel club. Il presidente Luciano Fantinel si fece da parte per il fratello Loris, che decise di scommettere su un giovane emergente. A soli 36 anni Ancelotti viene nominato capo allenatore, con Giorgio Ciaschini come assistente.

La “rivuoluzione” di Ancelotti alla Reggiana

Ed il giovane “Carletto” non ha perso tempo, dopo quella scialba partita, a rivoluzionare la rosa, mostrando da subito grande personalità. Chiaramente scontento di ciò che aveva visto, negli ultimi giorni di mercato ha portato 12 nuovi giocatori e ne ha ceduti ben 20. Tra gli “epurati”, anche nomi importanti come il portiere Francesco Antonioli, Davide Dionigi e il nazionale nigeriano Sunday Oliseh. Un nuovo portiere e un’intera nuova difesa sono stati inseriti, con Caini, Cevoli, Tangorra e Ziliani davanti all’esperto portiere Marco Ballotta. A centrocampo ecco Pietro Strada, Leonardo Colucci e Marco Schenardi, ​​con Alessandro Mazzola e Igor Simutenkov unici superstiti della stagione precedente. Lo sconosciuto attaccante Michele Pietranera venne scelto nel delicato ruolo di unica punta.
I tifosi iniziarono a domandarsi se il giovane allenatore sapesse davvero cosa stesse facendo, e i loro timori si sono rivelati fondati. Dopo sette partite giocate, la Reggiana non aveva ancora mai vinto, e venne addirittura travolta 4-1 dal Pescara. Ancelotti doveva fare qualcosa e in fretta, o il suo mandato sarebbe terminato bruscamente.

La nascita della Reggiana di Carlo Ancelotti

L’ottavo turno ha visto Ancelotti apportare alcune modifiche alla squadra. Passando al sistema 4-3-3, Mazzola è stato abbassato nel ruolo di regista dalla mentalità difensiva, utilizzato come scudo per la difesa a quattro. Al giocatore venne dato il compito di giocare palloni semplici ai centrocampisti più tecnici come Leonardo Colucci e Pietro Strada. Simutenkov è passato dalla posizione di esterno di sinistra a quella di unica punta, con Pietranera ad accomodarsi in panchina. L’effetto di tutto questo è stato immediato e clamoroso, perché la Reggiana ha registrato la prima vittoria della stagione, battendo il Venezia 3-0. Erano i primi segnali della oggi celebre astuzia tattica di Ancelotti, e questo ha dato il via ad una serie di una sola sconfitta nelle seguenti otto partite.
Nel frattempo, Carlo Ancelotti si dimostrò anche ottimo gestore a del gruppo a livello umano, reintroducendo lentamente in squadra Pietranera e ricostruendo la fiducia del 21enne attaccante. Altra mossa importante, perché il ragazzo trovò la fondamentale rete dell’1-0 in casa del Brescia, a pochi minuti dal termine.

Carlo Ancelotti in Serie A con la Reggiana

Un altro degli acquisti estivi, Pietro Strada, si è rivelato fondamentale. Il centrocampista ha indossato la maglia numero dieci e si è assunto il doppio fardello di creare assist e segnare gol. La sua esperienza nelle serie minori italiane è stata preziosa per la Reggiana. Strada conosceva le difficoltà di una lunga stagione di Serie B, e ha portato sulle spalle la squadra durante tutto il percorso.
Lentamente ma inesorabilmente, Ancelotti riuscì a plasmare la sua squadra, unendo sia le conoscenze tattiche che le capacità di gestione degli uomini. La seconda metà della stagione ha dimostrato l’astuta intuizione del presidente Loris Fantinel. Solo tre sconfitte in 19 partite e dieci “clean sheet” hanno visto la Reggiana scalare la classifica verso le posizioni d’alta classifica. La nuova solidità difensiva unita alle prodezze realizzative di Strada e Simutenkov hanno portato i granata a chiudere a soli quattro punti dal Bologna vincitore del titolo. Così, Ancelotti e i suoi si sono guadagnati la meritata promozione.

Ancelotti al Parma e l’inizio di una carriera da leggenda

Ancelotti ha quindi mostrato raccolto i frutti di una stagione d’esordio di successo quando l’ambizioso Parma lo ha ingaggiato per l’annata 1996/1997 in Serie A. Naturalmente, con la partenza del mister anche la squadra è stata smantellata. Strada ad esempio seguì Ancelotti al Parma, mentre il compagno di centrocampo Colucci scelse la Lazio.
Da lì in poi, Ancelotti ha vinto un impressionante bottino di trofei, inclusi titoli in cinque paesi differenti, svariate Champions League con club diversi e una lunga lista di premi individuali.
Non molti, lasciando lo Stadio Giglio dopo quel pareggio a reti inviolate della Reggiana contro il Palermo nel 1995, avranno immaginato i successi che avrebbe poi ottenuto Ancelotti come allenatore. Ma questo dimostra anche che si possono fare grandi cose partendo dal basso, e cercando sempre di migliorarsi.

Il centrocampo dei sogni per Carlo Ancelotti – VIDEO

Nel video che segue, mister Carlo Ancelotti, ospite del “Rio Ferdinand’s Between the Lines”, rivela il suo terzetto di centrocampisti preferito di sempre, scegliendo fra tutti i campioni da lui allenati in carriera.

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I nostri articoli sono dedicati a coloro che trovano un momento di gloria senza mai essere stati dei numeri uno, a quelli che ci sono rimasti nel cuore non per la loro tecnica o per i trofei in bacheca ma piuttosto per quel loro modo, unico ed assolutamente “caprino”, di essere.

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