Josip Ilicic: dolori e paure del fantasista dell’Atalanta

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Il momento difficile dello sloveno dell'Atalanta, grande protagonista delle imprese della "Dea" in campionato e Champions League rimasto bloccato dopo il dramma del coronavirus.

In un calcio moderno fatto più di divi e celebrità del pallone che di puri atleti, colpisce la storia di Josip Ilicic, il trequartista “sensibile” dell’Atalanta. Dopo la pandemia di coronavirus che ha sconvolto il mondo, colpendo duramente in particolare proprio la città di Bergamo, Ilicic ha accusato psicologicamente il colpo.
Prima chiudendosi in se stesso e poi arrivando a decidere di tornare a casa sua, in Slovenia, rinunciando anche a partecipare alla fase finale di una Champions League che lo aveva visto grande protagonista.
Ripercorriamo insieme questa particolare e delicata vicenda.

La magica notte di Josip Ilicic: Atalanta-Valencia

Può apparire assurdo, eppure la “crisi” di Josip Ilicic inizia proprio dallo storico trionfo dell’Atalanta nella notte di Valencia. Quella sera, Ilicic qualifica ai quarti di Champions League la “Dea” con quattro gol strepitosi, dribbling ubriacanti ed una gara degna di un giocatore da Pallone d’Oro. Succede in Spagna, ad inizio marzo 2020, dopo una sfida giocata a porte chiuse per lo spauracchio coronavirus. Per Josip, calciatore dal talento sconfinato ma, pure, dall’emotivitá più da artista che da atleta, è “il momento”. Quello sognato da qualsiasi calciatore, si parla di cessioni a top club europei a cifre astronomiche, di rivelazione mondiale.
Putroppo però, come succede nei romanzi belli che ad un certo punto prendono una piega drammatica e struggente, arriva improvviso il colpo di scena, con tutta la sua diabolica creatività. Si scopre che un membro dello staff del Valencia sia risultato positivo al Covid dopo la gara d’andata, disputata a Milano due settimane prima a porte aperte. Un dramma se si pensa che praticamente un abitante su tre della città di Bergamo si trovava sugli spalti, a passarsi la birra con l’amico, a festeggiare, ad abbracciare chiunque per la storica impresa. E che il virus “esplode” dopo un periodo asintomatico di incubazione. E’ il panico, ed anche il calcio, purtroppo con colpevole ritardo, si ferma.

Il dramma Coronavirus a Bergamo

L’OMS annuncia che quella partita é stata la scintilla che ha fatto scoppiare uno dei focolai più tremendi della pandemia globale. Oltre 6000 decessi, e una mortalitá aumentata del 560% rispetto al normale.
Quanto successo dopo lo sappiamo tutti. Le immagini devastanti dei camion militari fuori dai cimiteri, gli obitori che non riescono a bruciare tutti i corpi delle povere vittime. Bergamo è l’epicentro della pandemia, le sirene non smettono di suonare, le famiglie perdono genitori, nonni e figli.
E’ in quel momento che Josip Ilicic, che nell’attimo fuggente di quell’impresa sportiva aveva finalmente dato un senso alla sua intera carriera, riscattando sé stesso a livello calcistico, viene colpito nel profondo del suo animo e del suo cuore. Perdendo il sorriso e abbandonandosi a paure e, parrebbe, anche sensi di colpa.

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Josip Ilicic dopo il Lockdown

Quando il campionato è ripreso, Ilicic è rimasto ai margini, “nascondendosi” dietro a non chiarissimi infortuni. La sua ultima apparizione con la maglia dell’Atalanta risale all’11 luglio, contro la Juventus, sostituito dopo meno di un’ora. Da allora non è stato più convocato perchè ufficialmente “in ritardo di condizione”, ma in realtà il suo è un delicato problema personale.
Si è venuto a sapere che si era ripresentato agli allenamenti, dopo il lockdown, con ben 6 kg in meno, davvero tanti per un ragazzo già magro di suo, del tutto svuotato di energie. Da allora non si è più ripreso, anzi, è peggiorato al punto da chiedere ed ottenere il permesso di tornare in Slovenia per cercare di ritrovarsi.
L’allenatore dell’Atalanta Gasperini si è limitato a dire “gli siamo vicini”, e che la sua partenza è dovuta a “problemi di natura personale, da rispettare”. Quel che è certo è che dietro il suo ritorno anticipato in Slovenia non c’è un infortunio né una ricaduta. Ilicic è tornato nella sua casa di campagna per circondarsi del calore e dell’affetto dei suoi familiari ed amici.
Qualcuno lo ha definito “un ragazzo fragile come i tronchi degli alberi antichi”, e questa descrizione sembra essere assolutamente calzante per il trequartista sloveno. Ad oggi, nessuno può dire se la sua sia depressione o “solo” una forte paura da contagio. Di sicuro, Josip deve riuscire a riprendersi, e a far scattare la “scintilla” che lo porti ad uscire dal tunnel dove sembra essere finito.

L’affetto dei tifosi dell’Atalanta per Ilicic

I tifosi dell’Atalanta, appresa la notizia, non hanno mancato di far sentire allo sloveno tutto il loro affetto. Fuori dai cancelli del centro sportivo di Zingonia è apparso uno striscione con scritto “Non mollare Josip. Bergamo è con te”. Ilicic è stato anche “coccolato” da tantissimi messaggi d’affetto sui social, ma tutto questo sembra non bastare. Attorno a lui si è alzata una barriera di silenzio a protezione di un ragazzo che non si sa di preciso cosa abbia, ma che sicuramente sta soffrendo. Un uomo molto sensibile, che ha confidato di non aver dormito per giorni al pensiero di quanto stava accadendo nel mondo e nella sua città. Un solitario, attentissimo alla privacy e soprannominato dai suoi stessi compagni “la nonna”, perché sempre pronto ad ascoltare ogni problema degli altri, cercando di dar loro una mano.

La paura del Covid di Ilicic

Un caro amico di Josip ha recentemente dichiarato: “Ogni tanto lo chiamo per sapere come sta, ma ultimamente ha smesso di rispondermi. Per me si è spaventato con la pandemia. Ma non tanto per sé, quanto per le sue bambine. Lui con loro vuole essere il padre che non ha mai avuto. Tutti quei morti gli avranno ricordato la guerra… sarà sconvolto. Questa è paura vera, quella che ti blocca le gambe. Sono preoccupato per lui”
Ilicic ha infatti anche una triste storia familiare alle spalle. E’ nato nel 1988 nella ex-Jugoslavia vivendo nei luoghi di terribili eccidi. Suo padre è morto quando lui aveva sette mesi, in dinamiche poco chiare, e Josip ha sofferto terribilmente questa perdita prematura. Che rappresenta un vero e proprio buco nero della sua vita, ed è probabilmente tra i motivi della sua spiccata sensibilità.

Josip Ilicic e la Champions League

Sembra quindi certo che Ilicic non prenderà parte all’impresa più grande della storia dell’Atalanta, prossima a disputare la storica fase finale di Champions League. La società e la città lo attendono ma ne rispettano anche la scelta. Chiaramente, mister Gasperini ha ammesso quanto la sua assenza potrebbe pesare dichiarando: “Per noi giocare senza Ilicic è come per la Juve fare a meno di Dybala, o per l’Inter giocare senza Lukaku”.
A questo punto, quindi, dipende tutto da Josip. Ricomincia quella Champions League che lo vide straordinario protagonista prima del lockdown, del dramma della pandemia e di quei sensi di colpa che, pur senza alcun senso, continuano a fare in lui capolino. Al momento sembra non farcela proprio, e che quindi non giocherà la fase finale della competizione che lo aveva imposto all’attenzione del mondo.

Il nostro augurio è che i rimorsi di una gioia infinita trasformatasi in orrore, come in una storia maledetta, non abbiano il sopravvento sull’animo di questo calciatore sensibile. Josip, un po’ artista ed un po’ atleta, dovrá sicuramente combattere, probabilmente anche a lungo, contro i suoi demoni e contro il destino e le sue più crudeli declinazioni. Ma siamo certi che può farcela. Anzi, deve, e facciamo quindi il tifo per lui.

Nell’attesa/speranza di rivederlo presto in campo, nel video che segue potete gustarvi il poker al Valencia e le giocate più straordinarie di Josip Ilicic.

Giocatori di Lana Caprina

Giocatori di Lana Caprina

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Il Mondo Lana Caprina

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