Figurine Volpi e Poggi: Diario di un ragazzino ingannato

A fine anni '90, tantissimi ragazzini italiani sono stati ossessionati dalla ricerca delle introvabili figurine di Volpi e Poggi, indispensabili per terminare l'album TOPPS della Dolber. Erano 3 piccole figurine abbinate a delle gomme da masticare da 100 lire nel cui involucro venivano arrotolate, e promettevano grandi premi a chi avesse completato l'opera. Ovvero praticamente nessuno.

Vi racconto oggi come le figurine Volpi e Poggi abbiano segnato, e cambiato, l’esistenza di un mite fanciullo.
Tanto tempo fa, in una terra lontana lontana, un giovane ragazzetto frequentava, senza chissà quali grandissimi risultati, la scuola media. Questo ragazzo chiamato Francesco in realtà ero io, e la terra lontana lontana è un paesino di 6000 anime poco fuori Roma, noto come Bracciano. Quindi, ora che ho svelato il segreto, posso farla tranquillamente finita di scrivere in terza persona.
C’ero perciò una volta io, Francesco, che frequentavo le scuole medie. Erano tempi gioiosi, senza chissà quali pensieri, tempi in cui con 10 mila lire eri talmente ricco che a raccontarlo oggi sembra impossibile. Proprio in quel periodo sbocciò in me un grande interesse verso il campionato di Serie A. Quante discussioni da bar a tema calcio nei muretti sotto casa, quante tattiche totalmente a caso ipotizzate per far vincere alla Roma tutte le coppe esistenti. All’epoca ero davvero un super informato. Sapevo tutto di Abel Balbo, di Dario Hubner detto “Tatanka”, che fumava e che mi colpì particolarmente, dell’Udinese di Bierhoff o delle gesta del “Soldatino” Di Livio e di un sacco di altri calciatori di cui conoscevo a menadito caratteristiche tecniche, nomi e facce, rigorosamente senza internet.
In questo stato di cose, si stava avvicinando ad ampie falcate il “dramma esistenziale” delle figurine Volpi e Poggi.

E’ un po’ come nel calcio

Il calcio in quel periodo rappresentò un qualcosa, vuoi perché ne parlavano tutti o perché discutere di schemi e tattiche all’epoca ci faceva sentire grandi, che mi coinvolgeva parecchio.
Al punto che, per un anno, provai pure a giocarlo, Che ogni singolo abitante del mio vecchio paese mi possa perdonare per essersi fatto rappresentare calcisticamente anche da me! Quando abiti in un paesino dove tutti ti conoscono e ti fissano quando esci per strada, la scuola calcio è tipo la leva militare di qualche anno fa. Ti citofonano, ti chiedono perché non giochi come tutti i tuoi amichetti e tu, piccolo e indifeso, decidi di andare incontro al tuo triste fato. Un destino fatto di padri indemoniati che si picchiano tra loro alle partite dei figli e di ragazzini più forti di te che non ti passano la palla. Mai.
Per la cronaca, credo di essere passato alla storia del paese come il tizio più scarso che avesse mai calcato i campi di Roma nord. Madonna se ero scarso! Inutile dire che dopo un solo un anno mollai, un fallimento annunciato che per anni mi ha fatto riflettere sulle mie scelte di vita.

Ma a parte questo, come ho già ripetuto un sacco di volte prima, erano tempi felici. Oh sì! Il periodo in questione era scandito dall’incredibile routine che solo un paesino noiosissimo può darti, ma da ragazzino ancora non hai capacità critica per giudicare certe dinamiche, così tutto ti sembra bellino. Ma basta con queste premesse inutili, ho una capacità di divagare mica da poco, e andiamo quindi senza indugi ulteriori al 1997, anno in cui ha inizio questa triste storia.

album figurine volpi poggi

Maglie calcio a poco prezzo

1997, l’inizio della fine

In quell’ anno esce il primo libro di Harry Potter, i Jalisse vincono il festival di San Remo e il mondo dei ragazzini sta per essere sconvolto da un evento a cui la storia finora non ha dato troppo peso. Almeno fino a questo momento. Il tutto inizia nel mese di settembre, mentre le vacanze estive stavano finendo per far ricominciare arrogante la scuola. Ora, non ricordo assolutamente se facesse caldo o meno, ma per fini di romanzo diremo che stava imperversando l’autunno più freddo degli ultimi 60 anni, e la pioggia scendeva molesta sui poveri studenti. Il ritorno sui banchi, il rivedere i vecchi amici, tutto era rimasto immutato dall’annata precedente. Tutto sembrava in linea con la già citata routine paesana che vede ogni cosa immutata da intere generazioni. Già, sembrava… che ingenui che eravamo! nessuno poteva immaginare che, da lì a poco, il nostro mondo sarebbe cambiato per sempre.
Non dubito che qualcuno in futuro identificherà quell’anno come il “punto più critico dell’intera generazione di chi è nato a metà degli anni 80”. Non so se magari è un’esagerazione, in effetti negli anni 90 abbiamo avuto la piaga delle boyband, un disastro nel quale, sotto molti punti di vista, potrei individuare un scatafascio generazionale non da poco. Ma no, nulla è paragonabile alla brutta, bruttissima storia, delle figurine Volpi e Poggi. Andiamo con ordine.

Gomme, Album e Figurine

Accanto alla scuola che frequentavo si trovava un pizzeria al taglio super buona (sempre per fini di romanzo, diremo che faceva la pizza più buona degli ultimi 60 anni). Lì, in un imprecisato giorno di settembre, vicino alla cassa, dal nulla comparve per la prima volta un piccolo totem, delicato, pieno di gomme da masticare con la faccia di Ronaldo. Ora che ci penso, Ronaldo “Il Fenomeno” giocava in quegli anni nell’Inter, eppure il primo nome che mi è venuto in mente prima è stato quello di Hubner. Vabbè. Quel che conta è che, in paese, erano sbarcate delle nuove gomme.
Inizialmente io ed i miei amichetti non fummo affatto lungimiranti, e demmo poco peso a questo accadimento. Il paesello, si sa, non è mai aperto alle novità, e poi era l’epoca in cui avevamo giurato eterna fedeltà alle Goleador. Mai avremmo potuto abbandonare la vecchia via per l’ignoto, considerano anche che le Goleador spesso e volentieri ce le davano come resto, erano una moneta di scambio a sé. Qualche giorno dopo però qualcuno, tentato dallo sguardo suadente di Ronaldo che ci guardava ammiccante, cedette provando per la prima volta quella gomma. Fu l’inizio della fine, da lì quel mondo fanciullesco in cui eravamo obbligati ad abitare non sarebbe stato più lo stesso. Della qualità e della bontà di quelle gomme, beh, c’è poco da dire. Di un gusto probabilmente fragoloso (vattelo a ricordare) e di un colore schifosamente bianchiccio, facevano oggettivamente pena (quello me lo ricordo bene). Punto. Nient’altro da aggiungere.
Ma a nessuno importava del prodotto in sé, quello che realmente interessava noi sbarbatelli era quello che contenevano al loro interno. Figurine!

Una novità, un’ossessione, la salute che se ne va!

Non era la prima volta che vedevo una cosa del genere, ho dei vaghi ricordi di figurine simili a tema “Jurassic Park”, ma stavolta si parlava di calcio. Calciatori. Gente che vedevamo ogni domenica in televisione. E non si trattava delle classiche figurine Calciatori Panini, con la loro mole di pagine e pagine che non si riusciva mai a terminare, ma di un album teoricamente molto più breve da completare. Per noi era quindi arrivato il momento di salutare (temporaneamente, si capisce) le gustose Goleador e rotelle di liquirizia in
favore del futuro. In breve tempo quelle gommine divennero dalle mie parti (ma anche, come scoprimmo in seguito, in tutta la nazione) un fenomeno di massa, un’isteria collettiva fatta di denti cariati e aspettative di vita ridotte di circa 40 anni. Una vera ossessione. E anche una certa e malcelata morbosità, visto cosa eravamo disposti a ingurgitare per delle figurine. Masticare quella roba era un vero atto d’amore nei confronti del campionato di calcio, visto che dai pochi ricordi che conservo la sensazione era quella di mandar giù un copertone (a pensarci oggi, va a capire tra i due quale fosse la roba più igienica).
Mese dopo mese, gomma dopo gomma, gli album si andavano riempiendo. Sottil, Pane, Winter, Konsel, Prunier, Cozza, Crippa. Nomi che oggi uno magari fatica a ricordare ma che al tempo nominavamo spessissimo. Fino al quasi completamento del prezioso album. Quasi!

La grande illusione

Ora, per dovere di cronaca, bisogna fare un passo indietro al volo e spiegare, anche se non credo esista al mondo qualcuno ignaro della cosa, che abbinato a quest’album c’era un concorso: se completavi l’album e lo spedivi alla azienda produttrice vincevi una maglietta o un pallone.
Un qualcos che, agli occhi di un trentenne di adesso, si pone più o meno così: se passi 6 mesi a comprare chili e chili di gomme plasticose a 100 lire l’ una, donando alla tizia del forno una quantità di soldi utile a sanare una decina di debiti pubblici, forse riuscirai a vincere un premio da 50 mila lire.
Ma all’ epoca 30 anni non li avevamo, quindi ci sembrava un’occasione da prendere al volo. Senza contare che collezionare figurine con l’illusione di completare qualcosa ha regalato, e regala tutt’ora, brividini che la scienza non riesce ancora a spiegare. E’ il principio delle figurine in generale, ci sta. Capitalismo meets bambini con i soldi della merenda. Il mondo va avanti con questa roba qui.
Qualche mese dopo però qualcosa iniziò a non tornare: ognuno di noi bimbi iniziò ad accumulare una quantità esagerata di doppioni senza aver completato l’ album. Troppo esagerata. Centinaia, per qualcuno (povere anime con la salute compromessa irrimediabilmente) migliaia.
Dalla disperazione, i doppioni iniziarono a venire attaccati ovunque. Sui banchi di scuola, per le strade del paese, sui lampioni. Alla pensilina del bus, ricordo distintamente, venne composta addirittura una bestemmia scritta con la rosa del Piacenza. Qualcosa stava sfuggendo di mano.

Quelle introvabili figurine Volpi e Poggi

Perché nessuno riusciva a completare l’album? Tra i banchi di scuola serpeggiava un generale malumore e così, in pochi mesi, noi ragazzini perdemmo man mano fiducia nel genere umano. Personalmente, anche io rimasi molto deluso, soprattutto quando intuii l’odore di truffa: a tutti mancavano le figurine di Poggi e Volpi!
La domanda da porsi è: possono un centrocampista del Bari e un attaccante dell’Udinese trasformarsi nei giocatori più discussi nel campionato ’97/’98 scalzando gente del calibro di Batistuta, Baggio e Crespo? La risposta è ovviamente sì! I nostri album inspiegabilmente non erano completi perché mancavano a tutti solo e soltanto quelle due figurine, e questo non era normale.
Prima di arrenderci all’ evidenza e capire di essere stati beffati da un meschino gioco più grande di noi, ognuno provò a spiegare la cosa con teorie bizzarre. C’era chi sentenziava che nei paesi di Roma sud ci fossero solo gommine con Volpi e Poggi, chi sosteneva che per errore quei due si trovavano solo al nord Europa. Ed anche chi, in ultima analisi, asseriva che, in fondo, quei due giocatori nella vita reale non esistessero. Niente di tutto questo.

La dura verità

Purtroppo, come la storia ci insegnerà più tardi, la verità era un’ altra. Eravamo tutti vittime di un semplice quanto malvagissimo piano ordito da una azienda senza scrupoli, che stampò quelle figurine Volpi e Poggi in tiratura super limitata (meno di 100) per non far pagare i premi del concorso.

Per molti di noi fu un brusco risveglio, la nostra innocenza era stata irrimediabilmente violata. Passammo dai lieto fine dei film Disney alla cruda realtà fatta di aziende oscure pronte a prosciugare i nostri soldi delle merende.
Ma eravamo davvero pronti? No, eravamo troppo giovani e troppo carichi di speranze, ma almeno tutta questa storia ci ha insegnato qualcosa.
Primo: che col senno di poi, con quei soldi spesi saremmo potuti diventare soci azionisti di qualche società calcistica. Secondo: che bisogna valutare con attenzione di chi fidarsi. Mai ci fu al mondo generazione più diffidente della nostra e ora sapete il perché. Terzo: che in fondo, la liquirizia è molto più buona delle gomme americane.

Album Figurine TOPPS Completato

Se qualcuno di voi nel 2020 non si fosse ancora arreso all’idea di completare quel mistico album, sappiate che su internet c’è qualcuno che si vende le figurine Volpi e Poggi, specificando “trattative rigorosamente riservate”. Fate voi… e nel caso raccontateci su Giocatori di Lana Caprina come va a finire.

Da parte nostra, dopo la pubblicazione di questo articolo siamo stati contattati da un ragazzo, all’epoca bimbo di 9 anni, che ci ha mostrato l’album completo! E si, lo ha finito davvero e lo possiede ancora, comprese le iconiche figurine di Volpi e Poggi! Di seguito il video che abbiamo realizzato per l’occasione, con le immagini dello storico rinvenimento!

Giocatori di Lana Caprina

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Alex

Che ricordi, per me erano gli ultimi anni di scuola elementare e l’album avevo iniziato a farlo con mia sorella per puro passatempo, già che ci piaceva masticare le gomme e quelle figurine erano letteralmente ovunque.
Comunque è stato il mio terzo contatto con concorsi tarocchi: a iniziarmi alle delusioni del capitalismo c’erano già stati lo zaino da vincere con le Kinder Brioss e il numero verde da chiamare coi quaderni Pigna, le cui ultime cifre venivano svelate completando un piccolo puzzle in fondo al quaderno stesso.

Il Mondo Lana Caprina

I nostri articoli sono dedicati a coloro che trovano un momento di gloria senza mai essere stati dei numeri uno, a quelli che ci sono rimasti nel cuore non per la loro tecnica o per i trofei in bacheca ma piuttosto per quel loro modo, unico ed assolutamente “caprino”, di essere.

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