Alvaro Recoba “El Chino”

Trequartista dal talento cristallino, capace di fare qualsiasi cosa con il suo piede sinistro, l'uruguayano Alvaro Recoba ha probabilmente raccolto meno di quanto avrebbe potuto, pur riuscendo comunque a scrivere, con lampi improvvisi, pagine di grande calcio.

Soprannominato senza grande originalità “El Chino” per via del suo aspetto vicino al mondo asiatico, Alvaro Recoba è stato un calciatore fantasioso con qualità tecniche uniche. Grazie ad un piede sinistro davvero pazzesco, Recoba era capace di scagliare veri e propri bolidi ma anche di far “galleggiare” la palla con precisione come meglio credeva. Molto bravo anche nel ruolo di assistman, il compagno di reparto Christian Vieri ha affermato che almeno 50 dei suoi gol durante la permanenza all’Inter arrivarono per merito proprio di Recoba.
Scopriamo di più su questo calciatore tanto apprezzato dagli “esteti” del calcio.

Il talento del “Chino” Recoba

Recoba rimane indisutibilmente uno dei talenti più brillanti del suo periodo. Non molti altri giocatori possedevano così tante abilità innate, allo stesso tempo però “El Chino” difettava della mentalità e della disciplina per avere successo ai livelli più alti. Volendo trovare un giocatore paragonabile al trequartista uruguayano sotto questi aspetti, potrebbe essere Antonio Cassano.
Recoba infatti non era rigoroso nell’allenamento. Emblematico in questo senso, durante il periodo in prestito del giocatore al Venezia, il “metodo” ideato dall’allenatore lagunare Walter Novellino, che mandava a turno altri giocatori a casa di Recoba per trascinarlo ad allenarsi.
Potenzialmente, Recoba sarebbe poturo essere uno dei più grandi calciatori nella storia, di certo lo è se ci si basasse esclusivamente sugli highlights. Il suo genio era infatti sfrenato, essendo capace di pallonetti da metà campo, punizioni chirurgiche, dribbling e assist al bacio. Recoba non è mai stato prolifico sotto porta, eppure nessuno meglio di lui si adatta alla perfezione alla descrizione “non è stato un grande marcatore, ma un marcatore di grandi gol. E proprio grazie ad uno di questi attirò l’attenzione di Massimo Moratti.

Alvaro Recoba “El Chino” all’Inter

Nella primavera del 1997, l’ex presidente nerazzurro riceve una videocassetta da uno scout dell’Inter. Moratti fa partire il nastro e guarda con stupore un giovane talento del Nacional, che in Uruguay segna una rete fantastica, al punto da essere paragonata al gol più bello della storia, realizzato da Diego Maradona contro l’Inghilterra nel 1986. Indossando la maglia numero dieci, Recoba riceve palla nella propria metà campo prima di involarsi verso la porta avversaria, proprio come fatto Maradona scivolando oltre gli avversari con estrema facilità. Tutto sinistro, anche qui come Maradona, arriva fin dentro l’area prima di eludere l’intervento di un difensore e superarne quindi altri due e il portiere con un pallonetto. Moratti ne fu subito colpito, tanto da esclamare “Lui è il nostro uomo!”.
Così iniziò una grande “storia d’amore” tra presidente e giocatore, con l’immediato acquisto di Recoba che arrivò, giovanissimo e praticamente sconosciuto, all’Inter.

alvaro el chino recoba ronaldo

Maglie Inter Online

L’esordio di Recoba in Inter-Brescia

Nell’estate del 1997 era scoppiata anche la “Ronaldo-mania”. L’Inter infatti aveva strappato al Barcellona il talento assoluto Ronaldo, già il miglior giocatore del mondo a soli 20 anni. ll “Fenomeno” era chiaramente il più atteso, un gradino sopra tutti gli altri, eppure l’esordio stagionale lo decise proprio Recoba.
In un San Siro gremito, contro il Brescia tutti aspettavano Ronaldo, ma il brasiliano faceva fatica, avendo colpito la traversa con un calcio di punizione vertiginoso prima di segnare un gol annullato per fuorigioco. Poco dopo, il Brescia andò a sorpresa in vantaggio con l’iconico Dario Hubner, grazie ad una rete bellissima che però sarebbe stata rapidamente oscurata. Perché Gigi Simoni effettuò una sostituzione decisiva, fuori l’inefficace Ganz per Recoba a una ventina di minuti dalla fine, per il primo assaggio interista del 21enne uruguagio. Chi era presente quel giorno, non avrebbe mai dimenticato quanto stava per accadere.

Le magie del “Chino” Recoba

Sulla sinistra della metà campo bresciana, Benoit Cauet trova un pertugio per passare a Recoba, libero senza avversari intorno a circa 25 metri dalla porta. Chiaramente, i giocatori del Brescia non lo vedevano come una minaccia, un ragazzino sconosciuto, da quella distanza poi. Nulla di più sbagliato. Con un maestoso sinistro Recoba colpisce perfettamente la palla, che si dirige velocissima verso l’angolino alto. Non ci fosse la rete alle spalle di Cervone, la palla avrebbe la potenza per uscire dallo stadio. Un gol pazzesco per “l’usurpatore” di Ronaldo all’esordio, che svela al mondo il nuovo prodigio dell’Inter.
Ma non basta, perchè cinque minuti dopo ecco un altro capolavoro assoluto. Questa volta su punizione, Recoba dimostra non solo di avere potenza ma anche precisione. Dalla stessa distanza del suo primo gol, fa girare la palla stavolta nell’angolo opposto. Doppietta, chapeau, e tripudio sugli spalti, Recoba ha ribaltato la partita assicurando un’improbabile vittoria all’Inter.

Alvaro Recoba, un debutto da sogno, forse troppo

Quell’Inter-Brescia ha segnato senza dubbio il miglior debutto in Serie A nell’ultimo quarto di secolo, ma è stato anche l’inizio della fine per l’uruguaiano. Il peso schiacciante dell’aspettativa divenne semplicemente troppo per lui, e la mancanza di autodisciplina, unita ad un debutto così straordinario e carico di speranze enormi, lo ha afflitto per tutto il suo periodo all’Inter.
Recoba ha quindi mostrato solo brevi frammenti del suo incredibile talento, infatti viene ricordato soprattutto per il suo ruolo fondamentale nel salvare il Venezia del presidente Zamparini nella stagione 1998/1999, durante un prestito di sei mesi in cui ha segnato 11 gol in 19 partite, alcuni dei quali dei veri e propri colpi straordinari.

Alvaro Recoba e Moratti

Con il senno di poi, vale la pena chiedersi: un giocatore tanto giovane, catapultato in un mondo nuovo, avrebbe mai potuto essere all’altezza delle aspettative che derivarono da quei due gol strepitosi? La risposta è probabilmente no. Tuttavia, nonostante la sua discontinuità, Recoba è stato il giocatore preferito di Massimo Moratti durante la sua presidenza dell’Inter, che lo coccolava al punto da renderlo, per un breve periodo, il giocatore più pagato della sua rosa a cavallo del secolo.
In un’intervista del 2014, l’ex presidente ha detto chiaramente: “Io Recoba l’ho davvero amato. Nonostante i suoi difetti, poteva essere il migliore al mondo, un fenomeno, con capacità tecniche uniche”. Una vera e propria dichiarazione d’amore sportivo.

Recoba dopo l’Inter

Tra alterne vicende, Recoba ha realizzato 72 gol in 276 partite con l’Inter, lasciando la squadra nel 2007. Successivamente, ha giocato un anno senza acuti con il Torino e un biennio in Grecia con il Panionios, prima di tornare in Uruguay al Danubio e chiudere la carriera con il “suo” Nacional.
Recoba ha disputato in tutto 613 partite, nazionali comprese, con 200 gol segnati e 10 titoli vinti. Diede l’addio ufficiale al calcio giocato il 31 marzo 2016, con una partita celebrativa disputata allo Stadio “Gran Parque Central” di Montevideo. Ha anche vestito la maglia dell’Uruguay per dodici anni, partecipando ai Mondiali 2002.

Alvaro Recoba “El Chino” – Video

Nel video che segue potete gustarvi una selezione delle reti più belle realizzate da Alvaro Recoba “El Chino”.
A cominciare proprio dalla straordinaria doppietta all’esordio contro il Brescia, di cui vi abbiamo appena parlato.

E a proposito di video, non dimenticate di iscrivervi al nostro canale YouTube sempre pieno di contenuti.

Giocatori di Lana Caprina

Giocatori di Lana Caprina

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo su tutti i Social

Se l'articolo ti è piaciuto condividilo su tutti i Social

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Iscriviti
Notifiche
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Il Mondo Lana Caprina

I nostri articoli sono dedicati a coloro che trovano un momento di gloria senza mai essere stati dei numeri uno, a quelli che ci sono rimasti nel cuore non per la loro tecnica o per i trofei in bacheca ma piuttosto per quel loro modo, unico ed assolutamente “caprino”, di essere.

Gli ultimi Articoli

Seguici su Facebook

Iscriviti al Canale YouTube

Vuoi fare pubblicità sul nostro sito?

Diventa partner e visita la nostra pagina pubblicitaria
0
Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento!x